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InterviewCrusher
Domande da colloquio

Come rispondere a «Hai qualche domanda per noi?» a un colloquio

· dal team di InterviewCrusher

Questa è l'unica «domanda» del colloquio in cui comandi tu. Non stanno valutando la risposta: stanno valutando le domande. E quasi tutti dicono «no, mi avete spiegato tutto benissimo» e se ne vanno. Male. Quel silenzio si legge come mancanza di interesse, come se il ruolo non ti importasse o come se non ti fossi preparato abbastanza da avere una curiosità vera.

Quello che chi ti intervista cerca davvero è un segnale: questa persona si è già immaginata dentro il ruolo? Le domande che fai rivelano a cosa pensi. Se chiedi di orari e ferie prima di avere un'offerta, pensi a uscire. Se chiedi cosa dovresti ottenere nei primi 90 giorni, pensi a entrare e rendere. Stessa persona, due candidati completamente diversi agli occhi di chi decide.

È anche la tua ultima mossa per lasciare il segno e, già che ci sei, per decidere tu se vuoi quel lavoro. Una buona domanda fa riflettere l'intervistatore un secondo prima di rispondere, e quella pausa è ciò che ricorda quando chiude la porta. Non improvviserai bene tre domande sensate se è la prima volta che le dici a voce alta davanti a qualcuno.

Quali errori evitare quando rispondi a «Hai qualche domanda per noi?»?

  • Dire «no, nessuna, mi è tutto chiaro»: è la risposta che dà l'80% dei candidati ed è quella che fa l'effetto peggiore. Porta sempre due o tre domande preparate.
  • Chiedere di stipendio, ferie, smart working o orari a un primo colloquio: si negoziano più avanti, ma qui segnalano che pensi già a cosa ottieni, non a cosa porti.
  • Fare domande la cui risposta è sul sito o ti è già stata data durante il colloquio: tradisce che non ascoltavi o che non ti sei informato.
  • Piazzare una domanda-trabocchetto per sembrare furbo («qual è la vostra più grande debolezza come azienda?»): suona da esame e mette l'intervistatore sulla difensiva.

Le 3 domande che lasciano il segno (team, successo, sfide)

  1. 1

    Il successo nel ruolo

    Chiedi com'è la versione di te che ha successo in questo ruolo. «Cosa dovrebbe aver ottenuto la persona che occuperà questa posizione perché, tra sei mesi, possiate dire che assumerla è stata la scelta giusta?» Dimostra che pensi in termini di risultati, non di mansioni, e ti dà un indizio chiarissimo su come ti valuteranno. Bonus: ti porti a casa la risposta per capire se il ruolo fa davvero per te.

  2. 2

    Le sfide reali

    Chiedi della parte scomoda, quella che non compare nell'annuncio. «Qual è la sfida o l'ostacolo più grande che il team sta affrontando in questo momento e su cui questa persona dovrebbe mettere le mani fin da subito?» Ti posiziona come qualcuno che vuole risolvere problemi, non schivarli, e ti mostra se il ruolo è quello che vende l'annuncio o se dietro c'è un incendio.

  3. 3

    Il team e la persona che decide

    Chiedi delle persone con cui lavoreresti e di chi hai davanti. «Com'è strutturato il team e come lavorate nel quotidiano?» oppure, più affilata, «Cosa ti piace di più del lavorare qui e cosa cambieresti se potessi?» Quest'ultima umanizza la conversazione e ti dà una lettura onesta della cultura: la faccia che fa nel rispondere dice quanto le parole.

Esempi di risposta

Candidato per una posizione di marketing digitale, primo colloquio con la responsabile dell'area
«Sì, ne ho un paio. La prima: mi hai raccontato che il team è di cinque persone e che avete appena aperto un canale nuovo. Cosa dovrei ottenere io nei primi tre o quattro mesi perché tu possa guardarti indietro e pensare «questa assunzione ne è valsa la pena»? Voglio capire come si misura il successo qui, non solo quali compiti ci sono. E la seconda, più personale: da quello che ho visto sei in azienda da tre anni. Cosa ti ha fatto restare, e cosa cambieresti se avessi una bacchetta magica? Mi interessa la versione onesta, non quella della brochure.»
Candidato sviluppatore backend, colloquio tecnico con il lead del team
«Sì, tre cose. Uno: qual è il problema tecnico più grosso che avete sul tavolo in questo momento, quello che se entro mi toccherebbe dalla prima o dalla seconda settimana? Preferisco sapere dov'è il fuoco prima di accettare. Due: com'è davvero la vostra quotidianità, quanto codice nuovo rispetto alla manutenzione, come gestite i deploy e il debito tecnico? E tre: tra sei mesi, cosa dovrei star facendo bene perché tu possa dire che il team va più veloce con me dentro che senza?»

Consigli rapidi

  • Porta sempre tre domande, non una: in un buon colloquio due riceveranno risposta prima di arrivare alla fine, e ti servono munizioni di riserva per non restare in bianco.
  • Aggancia la tua domanda a qualcosa che hanno detto prima («hai accennato che…»). Dimostra che ascoltavi davvero e trasforma la chiusura in una conversazione, non in un interrogatorio.
  • Tieni stipendio, orari e ferie per quando ci sarà interesse reciproco o un'offerta sul tavolo; al primo giro, chiedi sempre di ciò che puoi dare, mai di ciò che puoi ricevere.

Sapere la risposta non è dirla ad alta voce

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